Perche' C

Da Cap2.
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(Cuffia (Salvarsi per il rotto della cuffia))
 
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Quando uno riesce a trarsi d’impaccio usando l’ultima risorsa disponibile, si dice che si è salvato in corner (o in calcio d’angolo) perché nelle partite di calcio una squadra che subisce un’azione pericolosa in difesa, può tentare di interromperla spedendo il pallone oltre la propria linea di fondo e causando quindi un calcio d’angolo (in inglese Corner).
 
Quando uno riesce a trarsi d’impaccio usando l’ultima risorsa disponibile, si dice che si è salvato in corner (o in calcio d’angolo) perché nelle partite di calcio una squadra che subisce un’azione pericolosa in difesa, può tentare di interromperla spedendo il pallone oltre la propria linea di fondo e causando quindi un calcio d’angolo (in inglese Corner).
 
   
 
   
=== '''Cuffia''' (Salvarsi per il rotto della cuffia) ===
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'''Cuffia''' (Salvarsi per il rotto della cuffia) - Di una persona che se la cava per miracolo in una qualche situazione, si dice che ne è uscita per il rotto della cuffia. <br />
Di una persona che se la cava per miracolo in una qualche situazione, si dice che ne è uscita per il rotto della cuffia. <br />
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Il detto risale al medioevo, precisamente alla giostra detta quintana nella quale i concorrenti si lanciavano a cavallo contro una sagoma girevole armata di mazza. Lancia in resta, i cavalieri dovevano colpire lo scudo della sagoma, evitando di farsi a loro volta colpire dalla mazza. Era ritenuta valida la prova del concorrente che subiva un danno alla cuffia. <br />
 
Il detto risale al medioevo, precisamente alla giostra detta quintana nella quale i concorrenti si lanciavano a cavallo contro una sagoma girevole armata di mazza. Lancia in resta, i cavalieri dovevano colpire lo scudo della sagoma, evitando di farsi a loro volta colpire dalla mazza. Era ritenuta valida la prova del concorrente che subiva un danno alla cuffia. <br />
  

Versione attuale delle 22:58, 10 nov 2021

IL LIBRETTO DEI PERCHE'

Alcuni modi di dire o di fare hanno origine molto lontana, spesse volte strana, a volte curiosa, a volte incredibile. Vediamone quelli riguardanti le parole con la lettera "C".


Indice

[modifica] Calende greche

Perché si dice "calende greche" per dire "mai"? Semplicemente perché le calende erano il primo del mese nell'antica Roma, ma non esistevano nel calendario dell'antica Grecia; rinviare alle calende greche, quindi, si intendeva rinviare ad un giorno che non sarebbe mai arrivato.

[modifica] Calepino

Un dizionario è detto anche “calepino” perché il primo dizionario (Dictionarium latinum - pubblicato nel 1502) fu fatto da Ambrogio da Calepio.

[modifica] Caltanissetta

Caltanissetta ha questo nome perché gli arabi che la fondarono la chiamarono “Kalat el nissa” cioè “castello delle donne”.

[modifica] Candeline

Candeline sulla torta.
Nelle feste dedicate a Diana (personificazione della luna), si portava al suo tempio un dolce di forma rotonda, decorato con molte candele accese, perché sembrasse splendere come la luna.
Questo sarebbe il motivo per cui le torte di compleanno vengono decorate con le candeline.

[modifica] Candidato

Chi aspira ad una carica è detto "candidato" perché nella Roma antica gli aspiranti alle magistrature dello Stato indossavano una toga candida … erano quindi "candidati".

[modifica] Canguro

Perché il canguro si chiama “canguro”? Quando James Cook vide per la prima volta questo animale, per lui sconosciuto, chiese ad un indigeno di che si trattava. L’indigeno, non capendo ovviamente l’inglese, rispose nella propria lingua:
- Kan gur (non capisco).
E James Cook da quel momento definì il canguro ... Canguro.

[modifica] Canicola

Il termine canicola, che indica il periodo di massima calura e afa della’anno, deriva dal latino “canicula” (piccolo cane).che era il nome con cui veniva chiamata Sirio, la stella più luminosa della costellazione del Cane Maggiore, che, come già avevano osservato gli antichi egizi, sorge con il sole dalla fine di Luglio alla fine di Agosto, che sono appunto i giorni di maggior caldo, afoso e opprimente.
Il nome della costellazione probabilmente era dovuto agli antichi Egizi, in quanto essa,come un cane vigile, li avvertiva dell'arrivo del periodo delle inondazioni del Nilo.

[modifica] Canossa (Andare a Canossa)

Il modo di dire “andare a Canossa” per indicare “pentimento” o “chiedere scusa”, risale ad un episodio del nostro Medio Evo.
Durante la lotta per le investiture, Papa Gregorio VII scomunicò l’imperatore Enrico IV e poi si rifugiò dalla Contessa Matilde che lo accolse nel suo inespugnabile castello di Canossa. Poiché la scomunica sollevava il popolo ed i principi dall’ubbidienza all’imperatore, Enrico IV dovette giocoforza chiedere il perdono al Papa. Per questo venne in Italia e, dopo aver atteso tre giorni davanti al castello, al freddo e vestito umilmente in segno di pentimento, il 28 gennaio del 1077 fu portato al cospetto del pontefice che gli tolse la scomunica.
Poiché il Papa si trovava nel Castello di Canossa, Enrico IV per ottenere il perdono era dovuto “andare a Canossa”.

[modifica] Cantonata (prendere una cantonata)

L’espressione “prendere una cantonata”, per intendere prendere un abbaglio in una certa situazione, risale all’antichità quando si usavano le carrozze trainate dai cavalli e prendere una cantonata, cioè sbattere con le ruote contro un cantone, ossia un angolo, era un errore che poteva trasformarsi in un grave incidente …. in pratica si prendeva una cantonata.

[modifica] Capesanta

Il mollusco bivalve “Pecten jacobaeus”, è comunemente chiamato “capasanta” perché nel Medioevo la sua conchiglia era usata dai sacerdoti per versare l’acqua battesimale (dunque acqua santa) sulla testa dei bambini.

[modifica] Capro espiatorio (essere un capro espiatorio)

Una persona a cui sono addossate tutte le colpe e che paga per tutti è detto capro espiatorio.
L'espressione deriva da un rito ebraico compiuto nel giorno dell’espiazione quando il sommo sacerdote addossava tutti i peccati del popolo ad un capro destinato ad Azael (Demone del deserto) e che poi veniva lasciato nel deserto.

Carbuncolo - Anticamente il rubino veniva chiamato “carbuncolo” (dal latino “carbunculus” diminutivo di carbo carbonis = carbone) perché il colore di questa gemma è simile al colore del carbone ardente.

Carlino - Il “carlino” (cane da compagnia molossoide il cui nome scientifico è Canis lupus familiaris) si chiama così dal nome dell’attore Carlo Antonio Bertinazzi detto Carlino (Torino, 2 dicembre 1710 – Parigi, 6 settembre 1783) il cui viso mascherato di nero assomigliava al muso di questo cane.

[modifica] Carlona (Alla carlona)

Agire alla carlona
Quando si agisce in modo superficiale, senza cura né troppo impegno, si dice che si fanno le cose “alla carlona”.
Questo modo di dire deriva dal fatto che Carlo Magno (742-814), detto re Carlone, da una certa poesia tardo-cavalleresca fu rappresentato come un re bonario e, talvolta, un po’ facilone.

[modifica] Carneade (essere un Carneade)

Per indicare un perfetto sconosciuto si usa dire che “è un Carneade”. Questo modo di dire deriva da un passo dei Promessi Sposi, dove don Abbondio, mentre stava leggeva un libro, incontra il nome del filosofo “Carneade” … Non ricordando o non sapendo chi era Carneade, si chiede perplesso: '“Carneade ….ma chi diavolo era costui!'
Il modo di dire ha fatto scuola e oggi alle persone non conosciute diamo l’appellativo di “Carneade”.
Nota:
Ad onor del vero, si precisa che Carneade (Cirene 213 – Atene 129 a.C.) fu un grande filosofo della corrente degli Scettici, abile oratore e fondatore della terza Accademia di Atene.

[modifica] Carpaccio

Il preparato a base di fettine di carne o di pesci crudi o semicrudi e condito con olio, limone e scaglie di formaggio grana (o altri ingredienti), si chiama “carpaccio” perchè il celebre cuoco veneziano che lo ideò lo chiamò così in onore del grande pittore veneziano Vittore Carpaccio.

[modifica] Ciociari

Gli abitanti del territorio che corrisponde più o meno alla provincia di Frosinone (denominata Ciociaria) erano detti Ciociari, per via delle “ciocie”, le loro antiche e caratteristiche calzature costituite da un pezzo di cuoio legato al piede da strisce, anch’esse di cuoio, che erano avvolte al polpaccio rivestito da una tela bianca.

[modifica] Cireneo (Essere un cireneo)

Chi si assume un compito o un onere gravoso che spetta ad altri è definito "cireneo".
Il termine deriva da Simone di Cirene (quindi "cireneo") che fu costretto dai soldati a portare la croce di Gesù fino al Calvario.

[modifica] Città delle campane

Nola (NA) è detta “la città delle campane” perché fu proprio in questa città che San Paolino (vescovo della città) nel 409 d.C. introdusse nella chiesa l’uso delle campane.

[modifica] Clementina

La clementina, il frutto ibrido tra arancio e mandarino (e per questo conosciuta con il nome di mandarancio) deve il nome a Clement Rodier, il missionario francese che per primo l’avrebbe scoperta presso Orano, in Algeria.

[modifica] Coda

(mettersi la coda tra le gambe o abbassare la coda)
Quando una persona va via dopo un insuccesso, si dice che se ne va con la coda tra le gambe (o abbassa la coda) perché assomiglia ai cani che quando sono intimoriti o impauriti assumono appunto questa posizione ... si mettono la coda tra le gambe

[modifica] Colonna (Quinta colonna)

Si definisce “quinta colonna” chi, all’interno di uno schieramento, favorisce gli interessi dell’avversario.
Il modo di dire risale alla Guerra civile spagnola. Il Generale Mola, dell’esercito franchista, stava puntando su Madrid con quattro colonne di uomini. Una quinta, disse, operava già per lui nella città.

[modifica] Coltelli

Perché i coltelli da tavola hanno la punta arrotondata ? Fino al XVII secolo i coltelli da pasto avevano la punta aguzza ed affilata. Fu il cardinale Richelieu a cambiarne la forma perché – secondo i libri di storia – uno dei suoi ospiti era solito usare la punta del coltello come stuzzicadenti. Richelieu, indignato da questa grave mancanza di etichetta, ordinò al suo maestro di cerimonia di arrotondarli tutti. Il suo stile di lonna)coltelleria si diffuse in tutta la Francia e poi in Europa.

[modifica] Corner o Calcio d’angolo (Salvarsi in corner o in calcio d’angolo)

Quando uno riesce a trarsi d’impaccio usando l’ultima risorsa disponibile, si dice che si è salvato in corner (o in calcio d’angolo) perché nelle partite di calcio una squadra che subisce un’azione pericolosa in difesa, può tentare di interromperla spedendo il pallone oltre la propria linea di fondo e causando quindi un calcio d’angolo (in inglese Corner).

Cuffia (Salvarsi per il rotto della cuffia) - Di una persona che se la cava per miracolo in una qualche situazione, si dice che ne è uscita per il rotto della cuffia.
Il detto risale al medioevo, precisamente alla giostra detta quintana nella quale i concorrenti si lanciavano a cavallo contro una sagoma girevole armata di mazza. Lancia in resta, i cavalieri dovevano colpire lo scudo della sagoma, evitando di farsi a loro volta colpire dalla mazza. Era ritenuta valida la prova del concorrente che subiva un danno alla cuffia.



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