Aneddoti T

Da Cap2.
Versione delle 19:38, 5 mar 2018, autore: Anonimo olevanese (Discussione | contributi)

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IL LIBRETTO DEGLI ANEDDOTI


Indice

Talete

(filosofo greco - Mileto, 640 a.C. (o 624 a.C.) – circa 547 a.C.)

1) La madre di Talete avrebbe voluto che suo figlio si sposasse e quindi non perdeva occasione per ricordargli che era giusto prendere moglie.
Ogni volta, però, il filosofo rispondeva:
- Non è ancora tempo!
La mamma, però, non desisteva dal suo proposito e continuava a chiedergli di sposarsi. All’ennesimo tentativo della mamma, un giorno Talete, ormai in età avanzata, le rispose:
- Madre mia, ormai non è più tempo!
( Diogene Laerzio - Vite dei filosofi)

2) Il filosofo Talete di Mileto per mettere a tacere i denigratori e dimostrare loro che anche un filosofo, se ne ha voglia, può fare grandi guadagni, si affittò tutte le macine di ulive del territorio di Mileto, prima che gli ulivi cominciassero a fiorire. Si era accorto, infatti, per certe sue osservazioni scientifiche, che gli olivi avrebbero dato un ottimo raccolto. E avendo così il monopolio delle macine, fu nelle condizioni di stabilire il prezzo e così fece ottimi guadagni.

3) Una notte il grande filosofo Talete di Mileto se ne andava a passeggio per la campagna studiando attentamente il cielo stellato. Distratto dai suoi pensieri, non si accorse che davanti a lui c’era un fosso pieno d’acqua e così, avendo messo un piede in fallo, vi finì dentro.
Poiché il fosso era abbastanza profondo, il filosofo da solo non riusciva ad uscirne.
Solo alcune ore fu soccorso da un contadino che passava nei paraggi.
Quando Talete gli raccontò quello che gli era accaduto, il contadino gli rispose:
- Invece di andare in giro col naso per aria a guardare le stelle, faresti meglio a guardare dove metti i piedi.

4) Una volta, Talete, parlando con alcuni amici, affermò che non c’era nessuna differenza tra la vita e la morte.
A sentire questo, uno dei presenti gli chiese:
- Ed allora perché tu non muori?
Ed il filosofo, senza scomporsi più di tanto, gli rispose sorridendo:
- Proprio perché non c’è nessuna differenza!
(Diogene Laerzio – Vite dei filosofi)

5) Un giorno un tale chiese a Talete, il grande filosofo greco, come mai non volesse aver figli. Al che Talete rispose serio:
- Per l'amore che porto loro.

Tarquinio Prisco

(Quinto Re di Roma)

Poiché l'augure Atto Navio aveva acquistrato grande fama e prestigio, Tarquinio Prisco lo mandò a chiamare e, per metterne alla prova le capacità di augure, gli chiese se la cosa cui stava pensando si potesse fare. Atto Navio, dopo aver compiuto il rito augurale, rispose che la cosa era possibile. Allora Tarquinio disse di aver pensato di tagliare una pietra per affilare con un rasoio e ordinò all’augure di fare ciò.
Quando una pietra fu portata nell’assemblea, Atto Navio, davanti al re e al popolo, la spaccò con un rasoio. Dopo di questo, Tarquinio Prisco assunse Atto Navio come augure.
(Cicerone – De Divinatione)


Renata TEBALDI

(Pesaro, 1 febbraio 1922 – Città di San Marino, 19 dicembre 2004 – Soprano)

Un giorno un giornalista chiese al soprano Renata Tebaldi, rivale di Maria Callas:
- Chi è la più grande cantante del secolo?
- Naturalmente io! – rispose sorridendo la Tebaldi – Sono alta un metro e settantacinque!

Shirley TEMPLE

(Santa Monica 29 aprile 1928 – Bambina prodigio del cinema)

A Shirley Temple, la bambina prodigio del cinema, un giorno chiesero se credesse a Babbo Natale.
- Non più – ammise la bambina – Ho smesso di crederci quando la mamma me lo ha fatto vedere in un grande magazzino ed egli mi ha chiesto l’autografo.

Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore

(Generale romano)

Durante la seconda guerra, Livio Salinatore, avendo persa la città di Taranto, si era rifugiato nella rocca.
A lui che si glorificava con queste parole: “Per opera mia, Quinto Fabio, hai ripreso Taranto!”, il Temporeggiatore rispose ridendo: “Certo! Se tu non l’avessi persa, io non l’avrei mai ripresa!”


Teodoro di Cirene

(Filosofo greco - IV - III Secolo A.C.)

Teodoro di Cirene, un filosofo non certo di poco conto, un giorno fu minacciato da Lisimaco di condanna a morte mediante crocifissione.
- Per favore! – rispose sprezzante il filosofo – Riserva questa minaccia per i tuoi accoliti porporati. A Teodoro non importa niente se deve marcire in basso oppure in alto.
(Cicerone – Le Tuscolane)


TIBERIO

(Tiberio Giulio Cesare Augusto - Roma, 16 novembre 42 a.C. – Miseno, 16 marzo 37 - Imperatore romano)

1) In un processo per lesa maestà, l’imperatore Tiberio gridò che in quel processo avrebbe votato a voce alta e sotto giuramento, affinché anche gli altri sarebbero stati costretti a fare altrettanto.
Sentito questo, Cneo Pisone domandò:
- Con quale ordine, o Cesare, darai il tuo voto? Se sarai il primo a votare, avrò una guida da seguire; se voterai dopo, ho paura che, senza volerlo, potrei trovarmi n disaccordo con te!
A questo parole Tiberio lasciò cadere l’accusa e fece assolvere l’imputato.
(Tacito – Annali)

2) Un giorno, mentre era in esilio a Rodi, Tiberio, il futuro imperatore, chiese una conferenza particolare al grammatico Diogene che teneva lì le sue lezioni. Il grammatico, però, non lo volle ricevere e gli fece dire da uno schiavo di attendere il settimo giorno. Diventato Tiberio imperatore, un giorno il grammatico Diogene, trovandosi a Roma, si presentò alla sua porta per rendergli omaggio.
L’imperatore non lo volle ricevere e gli fece dire semplicemente di ritornare dopo sette anni.
(Svetonio – Vite dei Cesari)

3) L’imperatore Tiberio era dotato di un discreto buon senso della gestione dello Stato. Ad alcuni governatori che cercavano di convincerlo ad aumentare le tasse nelle provincie, ironicamente rispose:
- Il buon pastore deve tosare le sue pecore, non scorticarle.
(Da Svetonio . Vite dei Cesari)

4) Durante il suo esilio a Rodi, Tiberio aveva l’abitudine di interrogare gli astrologi in merito al suo futuro.
A tal proposito bisogna dire che se aveva il presentimento che il veggente non stava dicendo la verità, lo faceva gettare in mare.
Un giorno un indovino gli predisse che sarebbe diventato imperatore. Sentito questo, Tiberio gli disse:
- Se sei così bravo, sai dirmi quanto ti resta ancora da vivere?

L’astrologo intuì il tranello e con prontezza rispose:
- In questo momento un grande pericolo incombe su di me!

Tiberio apprezzò la furbizia dell’indovino ed instaurò con lui una grande amicizia.

Tirteo

(Poeta elegiaco spartano)

Essendo in guerra con i Messeni, gli spartani consultarono l'oracolo di Delfi. Il responso fu che avrebbero vinto la guerra purché le loro truppe fossero guidate da un ateniese. Così gli spartani chiesero alla loro tradizionale nemica di inviare loro un comandante. Non volendo aiutare la loro nemica e temendo di incorrere nelle ire degli dei se avessero rifiutato l'aiuto richiesto, gli ateniesi mandarono a Sparta il poeta Tirteo, un maestro di scuola, che, oltre a non essere un militare, era anche zoppo.
Tirteo, però, a dispetto di tutto e di tutti, compì il miracolo. Con le sue elegie guerresche rianimò le truppe spartane e le condusse alla vittoria.

Benvenuto TISI

(Benvenuto Tisi da Garofolo, detto il Garofalo (Garofolo, ca 1481 –Ferrara, 6.9.1559 - pittore)

Il grande pittore rinascimentale Benvenuto Tisi (detto il Garofalo) si trovava nel refettorio dei Benedettini di Ferrara e stava lavorando ad una scena con Santi ambientata in Paradiso, quando ricevette la visita del grande poeta Ludovico Ariosto, di cui era amico.
Colpito dalla bellezza del dipinto, il poeta si rivolse all’amico pittore dicendogli:
- Mettimi nel tuo Paradiso, perché temo che nell’altro non riuscirò ad andarci.
Il Garofalo esaudì la richiesta dell’autore dell”Orlando Furioso” e inserì l’amico nel suo dipinto, fra Santa Caterina e San Sebastiano.


San Tommaso d’Aquino

Un giorno i confratelli San Tommaso d’Aquino per scherzo lo chiamarono ad una finestra gridando:
- Vieni a vedere! C’è un bue che vola!
Tommaso accorse velocemente, si affacciò alla finestra, ma, ovviamente, non vide nulla.
A questo punto i suoi compagni cominciarono a prenderlo in giro, ma egli, con molta pacatezza, rispose loro:
- E’ meglio credere che un bue possa volare piuttosto che pensare che un monaco possa mentire!

Totò

(Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, più noto come Antonio De Curtis) - (Napoli, 15.2.1898 – Roma, 15.4.1967) - Attore

Il grande Totò teneva molto alle sue nobili origini e voleva essere chiamato con il titolo che gli spettava: principe. Si racconta che un giorno arrivò molto presto davanti agli studi di Cinecittà trovando, ovviamente, i cancelli chiusi. Un guardiano, però, si accorse della sua presenza e si precipitò ad aprirgli; nel salutarlo, lo chiamò semplicemente “Totò”.
L’attore rispose molto cordialmente, mA gli chiese, per il futuro, di chiamarlo “principe”.
Il guardiano, però, gli rispose:
- Di principi ce ne sono parecchi, ma di Totò ce ne sta uno solo!
Totò sorrise compiaciuto e, con questa frase, il guardiano si guadagnò la stima incondizionata del grande attore.

Gian Domenico Trivulzio degno il “Magno”

(Milano, 1441 – Arpajon, 5.12.1518 - Condottiero)
Il condottiero milanese Gian Domenico Trivulzio detto il Magno, che fu al servizio di Ludovico il Moro , di Alfonso d’Aragona re di Napoli e dei re di Francia Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I quando era sul letto di morte, al posto della croce, volle tenere vicino la sua spada sguainata.
A chi gliene chiedeva il motivo rispose:
- Faccio così perché i diavoli, vedendola, avranno paura e non oseranno avvicinarsi!

Mark Twain

(Pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens - Florida, 30.11.1835 – Redding, 21.4.1910 - scrittore e umorista)

Un giorno Mark Twain fu invitato a tenere una conferenza che aveva come tema il sorriso.
Il grande umorista esordì in questo modo:
- Il mio compito, adesso, è quello di parlare ed il vostro di ascoltarmi: spero che voi non finiate prima di me!


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