Tiberio

Da Cap2.

IL LIBRETTO DEGLI ANEDDOTI


Tiberio

Tiberio Giulio Cesare Augusto (Roma, 16 novembre 42 a.C. – Miseno, 16 marzo 37) – Imperatore romano

1) In un processo per lesa maestà, l’imperatore Tiberio gridò che in quel processo avrebbe votato a voce alta e sotto giuramento, affinché anche gli altri sarebbero stati costretti a fare altrettanto.
Sentito questo, Cneo Pisone domandò:
- Con quale ordine, o Cesare, darai il tuo voto? Se sarai il primo a votare, avrò una guida da seguire; se voterai dopo, ho paura che, senza volerlo, potrei trovarmi in disaccordo con te!
A questo parole Tiberio lasciò cadere l’accusa e fece assolvere l’imputato.
(Tacito – Annali)


2) Un giorno, mentre era in esilio a Rodi, Tiberio, il futuro imperatore, chiese una conferenza particolare al grammatico Diogene che teneva lì le sue lezioni. Il grammatico, però, non lo volle ricevere e gli fece dire da uno schiavo di attendere il settimo giorno.
Diventato Tiberio imperatore, un giorno il grammatico Diogene, trovandosi a Roma, si presentò alla sua porta per rendergli omaggio.
L’imperatore non lo volle ricevere e gli fece dire semplicemente di ritornare dopo sette anni.
(Svetonio – Vite dei Cesari)


3) L’imperatore Tiberio era dotato di un discreto buon senso della gestione dello Stato. Ad alcuni governatori che cercavano di convincerlo ad aumentare le tasse nelle provincie, ironicamente rispose:
- Il buon pastore deve tosare le sue pecore, non scorticarle.
(Da Svetonio - Vite dei Cesari)




Torna a Temistocle oppure vai a Vespasiano

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Strumenti